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02 March 2006

Il viaggio in treno

Ci sono i campi bianchi, coperti di brina gelata
e degli alberi solitari e spogli tanto strani;
una luce pallida che non svela nemmeno le ombre
e quattro occhi che se vedono, beh, quantomeno mi ignorano.

Chissà i tuoi cosa farebbero,
se fossi qui con me su questo treno:
io non mi accorgerei certo della brina o del cielo,
ma farei comunque come ora: respirerei la bellezza per tenere in vita l’amor terreno.

Potremmo viaggiare a lungo,
circondati da un paesaggio che scorre svelto,
cullati nel vagone, ci ameremmo con gli sguardi e con i sospiri.

Dentro il tunnel, quando la luce se ne va,
potrei baciarti le labbra e sfiorarti il seno con la mano,
potrei annusarti il collo e confessarti dolce: ”amore ti amo”.

Invece sono qui. Senza Dio e senza te,
con un biglietto del treno in tasca ed una biro in mano
e con gli occhi che bruciano
a furia di sognare di un amore lontano.

The travel by train

There are the white fields, covered with icy frost,
and the lonely trees so bare and so odd;
a dim light that doesn’t even reveal the shadows
and four eyes that don’t care much about me.

Who knows what yours would do,
if you were here with me on this train:
I’d not give a hell about the frost or the sky,
nevertheless I’d breathe the beauty in order to keep love alive.

We could travel for long,
surrounded by a fast-running landscape,
cradled in the wagon, we’d love with looks and whispers.

Inside the tunnel, when the light goes away,
I could kiss your lips and graze your breast with the hand,
I could smell your neck and confess you sweetly: “amore ti amo”.

Instead I am here. Without God and without you,
with a train ticket in my pocket and a pen in my hand
and with my eyes that burn
because of dreaming of my far love.

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