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02 October 2007

L’inutile gioco delle parole

Ho scritto migliaia di parole
senza mai fissarle in un’idea statica
come se il mio pensiero vivesse nell’utero di un’onda.

Ho scritto sempre,
anche quando il silenzio
avrebbe detto molto più e meglio,
o quando l la fretta o la passione
mescevano l’odio con l’amore.

Ho scritto di me e di te
e di tutto il mondo fuori;
inseguendo le parole al di là del dizionario,
scrivendo di un futuro da pazzo visionario.

Ho scritto così tanto
che nemmeno la tua lontananza
mi dissuadeva dal volare così in alto,
perchè nelle mie parole sapevo perdersi il tuo sguardo.

Ho scritto fino a qui,
di mio pugno, di cuore, di mente:
ma ora che non mi leggi più,
mi rendo conto che ho scritto solo e inutilmente.


The useless game of words

I’ve written thousands words
with never fixing them in a static idea,
like my thought lived in the uterus of a wave.

I’ve always been writing,
even when the silence
would have said more and better,
or when passion or haste
were mixing up love with hate.

I’ve written about me and you
and of all the world outside;
chasing words beyond the dictionary,
writing about the future of a visionary.

I’ve written so much
that not even your distance
could dissuade me from flying so high
because in my words I knew lost your eyes.

I’ve written till here,
in my own hand, heart and mind,
but now that you don’t read me anymore
I realize that I have written lonely and in vain.