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31 January 2008

R.I.P.

Ho conosciuto superficialmente Pietro Fumi. Incontrato in occasione di sporadiche vertenze sindacali: lui rappresentante di Federmanager, io di Confindustria. Occasioni in cui sarebbe potuto nascere facilmente un diverbio, ma che puntualmente, invece, si concludevano con una delle sue ricette spiegate col fascino della favola.

La sua scomparsa mi ha sorpreso e rattristato al punto che mi sono interrogato su dove abbia avuto origine questa malinconia. Con Pietro Fumi, mi sono risposto, non se ne e’ andato solo un uomo, ma e’ scomparso un pezzetto di Piacenza: di quella parte di tradizione ancora incontaminata che ci lega alla nostra terra, come fosse il Gotico od il dialetto o quei pisarei di cui Pietro raccontava le avventure.

Per tutto questo grazie a Liberta’ e Teleliberta’ che hanno saputo dare ad un uomo semplice il valore e l’attenzione che di solito si attribuiscono ai pochi: piu’ ricchi ed importanti, ma non d’animo ne’ di sapore com’era Pietro.

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