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26 January 2010

Colours

Grey day

12 January 2010

Vista dal sepolcro

E' di nuovo sera.
Avvolgo la luna di pensieri
e scendo, a faccia in su,
in una valle buia e gelida.
Il vento bisbiglia della tua partenza,
ma non gli credo:
sono solo chiacchiere, spifferi tra creste e colletti.
Ho bagnate fin le scarpe
eppure questo letto di rocce trascinate dai ghiacci
è asciutto come il bacio d'un morto.
Le mie tasche sono rigonfie di parole,
di frasi che vorrei leggessi,
così le ammucchio a terra
e per l'ultima volta, con la mia penna, do loro fuoco.
Un ardore di tenebra divampa senza luce né calore,
la cenere scivola giù, tra i sassi,
il fumo mi droga con ricordi e passioni.
Da stanotte non aspetto più nessun'alba,
anche il vento ha smesso di parlarmi,
m'ha convinto ormai.
La luna sorride in cielo
e si riflette triste negli occhi di chi la guarda:
nei miei è così, almeno finché non si chiudono.


    Sight from the sepulchre

    It’s night again.
    I wrap then moon with thoughts
    And I go down, face up, In a dark and icy valley.
    The wind whispers about your departure,
    But I don’t believe it:
    They’re just rumors, draughts among crests and peaks.
    My shoes are totally wet
    And yet this bed of rocks dragged by the glaciers
    Is as much dry as the kiss of a dead.
    My pockets are swollen with words,
    With sentences I’d like you to read,
    So that I heap them on the ground
    And for the last time, with my pen, I set them on fire.
    An ardour of murk flares up without light or heat,
    The ashes slide down, among the stones,
    The smoke dopes me with memories and passions.
    From tonight forth I don’t ever wait any sunrise,
    Even the wind has stopped talking to me,
    He persuaded me by now.
    The moon smiles in the sky
    And it’s mirrored sad in the eyes of who is watching it:
    In mine it is so, at least until they turn blind.

Tra un anno passerà

Sei al mio fianco e non so perchè,
ma non facciamo l'amore.
Dormiamo e basta, da giorni ormai.
Oggi, in qualche maniera,
in macchina ti ho anche fatta piangere;
non conosco né il come né la colpa
e se non avessi preso il fazzoletto,
nemmeno me ne sarei accorto.
Le solite cose, mi hai risposto,
ma io, che continuo a farmi domande,
sento solo il tuo respiro,
pesante, come se stessi portando un peso.
Sarà questa nostra relazione ad affaticarti anche nel sonno?
Ho caldo, questi pensieri mi ammalano,
mi sento la febbre, l'asma:
l'anno è appena iniziato e già vorrei finisse:
sono come quei poverini che hanno paura di vivere,
che godono quando il tempo vola,
che non sanno decidere e restano uomini in forse.
Cosa dobbiamo fare, cosa devo fare?
Chissà perchè credo in una soluzione;
del resto nemmeno so cosa cercare.